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E S T E R I

L'Avana. 4 Febbraio 2010 

Obama presenta la spesa militare per il 2011: la più grande della storia

David Brooks

La Jornada.— Per il Governo di Barack Obama il mondo è sempre più pericoloso, e, per tanto, oggi è stato presentata la prospettiva di spesa militare più alta della storia, con 708 miliardi di dollari per il 2011, mentre il Dipartimento della Difesa ha emesso la sua revisione quadriannuale, che prevede nuove minacce super-nazionali, Cina e India come super-potenze emergenti, la lotta contro il terrorismo e la nascita di nuove missioni militari centrali. In un breve riferimento al Messico e all’America Latina, il Pentagono ha affermato soltanto che continuerà la cooperazione militare con una presenza statunitense limitata nell’emisfero.

Per la prima volta in questo rapporto quadriannuale sulle priorità militari strategiche si include una sezione sul cambio climatico e le sue potenziali conseguenze geopolitiche.

Robert Gates, segretario della Difesa ha dichiarato ai giornalisti che nello sviluppo delle strategie militari si deve prendere in considerazione un mondo nel quale le minacce più probabili e letali proverranno da stati falliti o fratturati. Gates e i capi di stato maggiore hanno valutato l’esistenza di una gamma di nuove sfide che vanno al di là dei confini tradizionali, innalzando, ad esempio, il cyberspazio a livello di nuovo terreno di conflitto.

La Revisione Quadriannuale della Difesa (QDR) presentata nel Congresso dal Dipartimento della Difesa, contiene le opzioni strategiche generali e stabilisce le priorità a medio termine. Essa identifica come missioni centrali delle forze armate la difesa della nazione, la riuscita nelle operazioni di contro-insurrezione, la stabilità e l’antiterrorismo, la costruzione della capacità di sicurezza delle nazioni partner, la vittoria contro le aggressioni in ambienti ostili, la prevenzione della proliferazione di armi di distruzione di massa e l’azione efficace nel cyberspazio.

Il QDR afferma che gli interessi ed il ruolo degli Stati Uniti nel mondo richiedono una forza armata con capacità ineguagliabile e la volontà della nazione di impiegarle nella difesa dei nostri interessi e del bene comune. Gli Stati Uniti continuano ad essere l’unica nazione in grado di progettare e sostenere operazioni su vasta scala e su grande distanza. Questa posizione unica genera l’obbligo di essere amministratori responsabili del potere e dell’influenza che la storia, la determinazione e le circostanze hanno consegnato loro.

Il Dipartimento della Difesa afferma che il panorama strategico è cambiato. La nascita di nuovi poteri, la crescente influenza di attori non statali, la diffusione di armi di distruzioni di massa ed altre tecnologie distruttive, oltre ad una serie di tendenze costanti ed emergenti, presentano sfide profonde all’ordine internazionale. L’ufficio avvisa inoltre che la distribuzione del potere politico, economico e militare globale è sempre più sparpagliato, riferendosi alla Cina e all’India, e ad attori non statali che hanno un sempre maggiore accesso, grazie alla globalizzazione, a tecnologie più pericolose.

Di fronte a tutto ciò, bisogna potersi organizzare tanto per i conflitti tradizionali, quanto per le nuove minacce. Pertanto il QDR identifica il successo della contro-insurrezione, assieme alla lotta antiterrorista, come uno degli assi portanti della strategia militare. Gli Stati Uniti devono avere la capacità di condurre operazioni di contro-insurrezione, stabilità e antiterrorismo su larga scala in un’ampia gamma di ambienti. Per questo, nel bilancio si prevede un incremento del 6% per le forze di operazioni spaziali, per un totale di 6,3 miliardi ed un aumento di 2 mila 800 soldati.

AMERICA LATINA

Stando al QDR, l’obiettivo strategico è di lavorare verso un emisfero occidentale sicuro e democratico, sviluppando relazioni di difesa regionale che affrontano minacce domestiche e transnazionali, come le organizzazioni di narcotraffico, di traffico illecito e di disturbo sociale.

Ma per questo non è necessaria un’ampia presenza militare, bensì il mantenimento di una presenza limitata ed il tentativo di migliorare le relazioni con stati regionali ed i loro militari nella promozione degli obiettivi comuni di sicurezza.

D’altra parte si afferma anche che “si continuerà a lavorare da vicino col Messico per affrontare in modo condiviso la sicurezza alla frontiera, migliorare la capacità di difesa o di operazioni coordinate…” mentre si reitera l’impègno statunitense di rafforzare le relazioni con il Brasile in tutte le questioni regionali, e nella sicurezza globale.

Il cambio climatico, alleato o nemico?

Il cambio climatico si identifica come un nuovo fattore militare strategico, e si segnala che il cambio climatico potrebbe avere un impatto geopolitico significativo nel mondo, contribuendo alla povertà, la degradazione ambientale, e al maggior indebolimento dei governi fragili, peggiorando inoltre la scarsità di acqua ed alimenti, incrementando la dispersione di malattie ed arrivando, potenzialmente, ad incrementare la migrazione di massa. “Il cambio climatico di per sé non crea conflitto, ma potrebbe agire come accelleratore di instabilità o di conflitto”.

Sembra che difendersi di fronte a tante minacce sia sempre più caro. I 708 miliardi nella proposta di Obama per le spese militari, inclusi i 159 miliardi per le missioni belliche in Irak, Afghanistan e Pakistan suscitano critiche perché non costituiscono solo un nuovo record, ma si presentano anche in un momento di crisi, quando altri programmi federali dovranno essere sacrificati. Tutto ciò deve ancora essere approvato dal Congresso (che potrebbe aumentare ancora di più la cifra). (Traduzione Granma Int.)
 

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