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Obama presenta la spesa militare per
il 2011: la più grande della storia
David Brooks
La
Jornada.— Per il Governo di Barack Obama il mondo è
sempre più pericoloso, e, per tanto, oggi è stato
presentata la prospettiva di spesa militare più alta
della storia, con 708 miliardi di dollari per il
2011, mentre il Dipartimento della Difesa ha emesso
la sua revisione quadriannuale, che prevede nuove
minacce super-nazionali, Cina e India come
super-potenze emergenti, la lotta contro il
terrorismo e la nascita di nuove missioni militari
centrali. In un breve riferimento al Messico e
all’America Latina, il Pentagono ha affermato
soltanto che continuerà la cooperazione militare con
una presenza statunitense limitata nell’emisfero.
Per la
prima volta in questo rapporto quadriannuale sulle
priorità militari strategiche si include una sezione
sul cambio climatico e le sue potenziali conseguenze
geopolitiche.
Robert
Gates, segretario della Difesa ha dichiarato ai
giornalisti che nello sviluppo delle strategie
militari si deve prendere in considerazione un mondo
nel quale le minacce più probabili e letali
proverranno da stati falliti o fratturati. Gates e i
capi di stato maggiore hanno valutato l’esistenza di
una gamma di nuove sfide che vanno al di là dei
confini tradizionali, innalzando, ad esempio, il
cyberspazio a livello di nuovo terreno di conflitto.
La
Revisione Quadriannuale della Difesa (QDR)
presentata nel Congresso dal Dipartimento della
Difesa, contiene le opzioni strategiche generali e
stabilisce le priorità a medio termine. Essa
identifica come missioni centrali delle forze armate
la difesa della nazione, la riuscita nelle
operazioni di contro-insurrezione, la stabilità e
l’antiterrorismo, la costruzione della capacità di
sicurezza delle nazioni partner, la vittoria contro
le aggressioni in ambienti ostili, la prevenzione
della proliferazione di armi di distruzione di massa
e l’azione efficace nel cyberspazio.
Il QDR
afferma che gli interessi ed il ruolo degli Stati
Uniti nel mondo richiedono una forza armata con
capacità ineguagliabile e la volontà della nazione
di impiegarle nella difesa dei nostri interessi e
del bene comune. Gli Stati Uniti continuano ad
essere l’unica nazione in grado di progettare e
sostenere operazioni su vasta scala e su grande
distanza. Questa posizione unica genera l’obbligo di
essere amministratori responsabili del potere e
dell’influenza che la storia, la determinazione e le
circostanze hanno consegnato loro.
Il
Dipartimento della Difesa afferma che il panorama
strategico è cambiato. La nascita di nuovi poteri,
la crescente influenza di attori non statali, la
diffusione di armi di distruzioni di massa ed altre
tecnologie distruttive, oltre ad una serie di
tendenze costanti ed emergenti, presentano sfide
profonde all’ordine internazionale. L’ufficio avvisa
inoltre che la distribuzione del potere politico,
economico e militare globale è sempre più
sparpagliato, riferendosi alla Cina e all’India, e
ad attori non statali che hanno un sempre maggiore
accesso, grazie alla globalizzazione, a tecnologie
più pericolose.
Di
fronte a tutto ciò, bisogna potersi organizzare
tanto per i conflitti tradizionali, quanto per le
nuove minacce. Pertanto il QDR identifica il
successo della contro-insurrezione, assieme alla
lotta antiterrorista, come uno degli assi portanti
della strategia militare. Gli Stati Uniti devono
avere la capacità di condurre operazioni di
contro-insurrezione, stabilità e antiterrorismo su
larga scala in un’ampia gamma di ambienti. Per
questo, nel bilancio si prevede un incremento del 6%
per le forze di operazioni spaziali, per un totale
di 6,3 miliardi ed un aumento di 2 mila 800 soldati.
AMERICA LATINA
Stando
al QDR, l’obiettivo strategico è di lavorare verso
un emisfero occidentale sicuro e democratico,
sviluppando relazioni di difesa regionale che
affrontano minacce domestiche e transnazionali, come
le organizzazioni di narcotraffico, di traffico
illecito e di disturbo sociale.
Ma per
questo non è necessaria un’ampia presenza militare,
bensì il mantenimento di una presenza limitata ed il
tentativo di migliorare le relazioni con stati
regionali ed i loro militari nella promozione degli
obiettivi comuni di sicurezza.
D’altra
parte si afferma anche che “si continuerà a lavorare
da vicino col Messico per affrontare in modo
condiviso la sicurezza alla frontiera, migliorare la
capacità di difesa o di operazioni coordinate…”
mentre si reitera l’impègno statunitense di
rafforzare le relazioni con il Brasile in tutte le
questioni regionali, e nella sicurezza globale.
Il
cambio climatico, alleato o nemico?
Il
cambio climatico si identifica come un nuovo fattore
militare strategico, e si segnala che il cambio
climatico potrebbe avere un impatto geopolitico
significativo nel mondo, contribuendo alla povertà,
la degradazione ambientale, e al maggior
indebolimento dei governi fragili, peggiorando
inoltre la scarsità di acqua ed alimenti,
incrementando la dispersione di malattie ed
arrivando, potenzialmente, ad incrementare la
migrazione di massa. “Il cambio climatico di per sé
non crea conflitto, ma potrebbe agire come
accelleratore di instabilità o di conflitto”.
Sembra
che difendersi di fronte a tante minacce sia sempre
più caro. I 708 miliardi nella proposta di Obama per
le spese militari, inclusi i 159 miliardi per le
missioni belliche in Irak, Afghanistan e Pakistan
suscitano critiche perché non costituiscono solo un
nuovo record, ma si presentano anche in un momento
di crisi, quando altri programmi federali dovranno
essere sacrificati. Tutto ciò deve ancora essere
approvato dal Congresso (che potrebbe aumentare
ancora di più la cifra). (Traduzione Granma Int.)
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