Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5

    

E S T E R I

L'Avana. 6 Febbraio 2010 

Cuba difende nella ONU il
dovere della solidarietà

Victor
M. Carriba

Cuba ha difeso nella ONU l’esistenza di un dovere di solidarietà con i paesi necessitati del mondo sottosviluppato ed ha incitato ad una promozione di società più giuste ed umane, in ogni Stato: "Società che garantiscano una distribuzione più equa della ricchezza nazionale ed evitino che la stessa termini nelle grandi banche del nord", ha detto il rappresentante permanente di Cuba, Pedro Núñez Mosquera.

Il diplomatico ha parlato venerdì 5 nella commissione della ONU che segue il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sociale che si è svolto a Copenaghen nel 1995.

L’ambasciatore ha denunciato che l’ingiustizia e l’esclusione prodotte dall’ attuale ordine internazionale, dipendono sempre più dall’emarginazione di una parte importante delle nazioni del sud.

Questa situazione fa sì che la fame, la povertà estrema, l’analfabetismo, l’insalubrità, la morte prematura, siano una costante in un importante numero di paesi, ed ha avvisato che la globalizzazione neoliberista e la crisi economica generata nei grandi centri di potere aggravano la situazione.

Il diplomatico cubano ha anche assicurato che si avanzerà nell’integrazione sociale solo se le nazioni poderose rispetteranno il loro impegno di apportare lo 0.7% del loro PIL per gli aiuti ufficiali per lo sviluppo.

I paesi in via di sviluppo usano la quinta parte delle esportazioni per pagare i servizi di un debito estero pagati moltissime volte.

Nuñez Mosquera ha reclamato una maggior apertura negli scambi commerciali ed una maggior accelerazione nei trasferimenti di tecnologie moderne, in condizioni mutuamente stabilite.

"I paesi industriali contano sulle risorse per aiutare lo sviluppo dei nostri popoli", ha sottolineato. "Quello che manca è la volontà politica per farlo, perpetuando l’iniquità e l’esclusione sociale".

Le trasformazioni socioeconomiche realizzate in Cuba dal 1959 per costruire una società giusta e solidale nonostante le minacce, le aggressioni ed il blocco degli Stati Uniti, vanno sottolineate, così come le conquiste cubane nei settori della sanità, l’educazione gratuita e gli alti indici di speranza di vita - più di 77 anni –, il tasso di mortalità - 4,8 per ogni mille nati vivi -, la scolarizzazione primaria al 100% e media al 99%.

Cuba prosegue con la sua collaborazione in altri paesi in via di sviluppo, con l’invio di migliaia di medici, personale della sanità, maestri, allenatori sportivi ed altri specialisti.

Per esempio, in Haiti, i medici cubani hanno già assistito almeno 35.000 persone e realizzato più di 3.000 operazioni chirurgiche.

 (Traduzione Granma Int.)

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