Granma Internacional Digital
VERSION
SOLO TESTO
L'Avana. Cuba. Anno 14 - Lunedì, 10 Maggio
2010
Le qualità di
Celia ricordate nel suo 90 compleanno
Eugenio Pérez
Almarales
Le qualità che distinguevano Celia Sánchez tra le più rilevanti personalitá della nostra storia, sono state evocate a Media Luna, la sua terra natale, nella giornata d’omaggio all’Eroína, che si è conclusa domenica 9, nel 90 anniversario della sua nascita.
Maritza Acuña, direttrice del Museo Casa Natale del più autoctono fiore della Rivoluzione, ha segnalato la coincidencia storica che nel 1920 si celebrò per la prima volta in Cuba il Giorno delle Madri e che in quello stesso anno nacque Celia Esther de los Desamparados.
Nella giornata si è svolto un incontro in cui vari specialisti del Museo hanno rammentato i tratti salienti della personalità di Celia, tra i quali hanno segnalato la sua modestia, l’intelligenza e la lealtà alla Rivoluzione.
La banda dei Concerti di Media Luna, nell’occasione ha realizzato un’attuazione speciale (Traduzione Granma Int.).
....................................................................................................................................................................
La Presidentessa della Costa Rica ha ricevuto Esteban Lazo
L’incontro tra il vicepresidente cubano Esteban Lazo e la nuova presidentessa della Costa Rica, Laura Chinchilla Miranda, si è svolto nell’ambito della partecipazione della delegazione cubana alla cerimonia ufficiale di nomina presidenziale.
Nel pomeriggio di sabato 8, il vicepresidente Esteban Lazo Hernández è stato ricevuto a San José dalla nuova Presidentessa della Costa Rica, Laura Chinchilla Miranda.
L’incontro è avvenuto in un ambiente cordiale e franco.
Il capo della delegazione cubana ha riferito un saluto del
Generale d’Esercito, Raúl Castro Ruz, e le due parti hanno coinciso nella
disposizione d’ampliare i vincoli bilaterali. (Traduzione Granma Int.)
....................................................................................................................................................................
65 ANNIVERSARIO DELLA SCONFITTA DEL FASCISMO
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, l’alto comando di Hitler temeva quell’uomo piccolo dalle spalle larghe, che era semplicemente una frustata per tutti gli allora conquistatori dell’Europa, i superbi marescialli e generali della Wehrmacht (le Forze Armate Tedesche).
Per i sovietici ed in particolare per Stalin, quello era l’uomo dei momenti più difficili, con una personalità che infondeva fiducia e rispetto per la sua capacità nel risolvere i problemi di carattere strategico, operativo o d’organizzazione militare, nelle condizioni più incredibili.
L’arte militare sovietica brillò negli accaniti combattimenti della Grande Guerra Patria con l’intelligenza, la sagacità, l’audacia ed il coraggio di grandi capi come Vasilievski, Rokossovski, Vatutin, Konev, Malinovski, Meresskov, Tolbujin e molti altri, ma senza dubbio il più brillante di tutti fu il Maresciallo dell’Unione Sovietica, Gueorgui Konstantinovich Zhúkov.
Zhúkov, un giovane contadino entrò nell’Esercito Rosso nel 1918. Durante le dure giornate della guerra civile cominciò ad agire come capo delle prospettive e poi occupò distinti posti di comando. Capo di sezione, nel decennio dei ’30 fu comandante dell’esercito in una regione militare.
Nel 1941 venne nominato Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate Sovietiche e nel 1942 fu il vicecapo supremo.
Nella sua opera Il Blocco, lo scrittore Alexander Chakovski, descrive il Maresciallo: "Era uno stratega militare incredibile. Non si doveva sforzare per parlare in termini militari. Semplicemente non poteva pensare in altra maniera. Una mappa militare gli diceva più di qualsiasi dettagliata descrizione verbale. Come lo scrittore che ricostruisce nell’immaginazione i tipi e i fatti di un futuro romanzo, Zhúkov, mirando una mappa, non ricostruiva semplicemente il quadro del precedente combattimento; sapeva prevedere il carattere della futura battaglia; in pochi minuti spiegava le distinte varianti prima a suo favore e poi a favore del nemico. Sapeva astrarsi temporaneamente da sè stesso e incarnare il nemico, per poi ritornare ad essere sè stesso e soppesare le intenzioni dell’avversario..."
Il capo delle truppe alleate nella Seconda Guerra Mondiale e successivamente Presidente degli Stati Uniti del Nordamerica, il Generale "Ike" Eisenhower, fu obbligato a scrivere in un’occasione: "Sono convinto che i cadetti delle nostre isitituzioni miliatari e didattiche superiori studieranno la situazione di Mosca, Stanligrando e Berlino, così come studiano la battaglia di Canne. I nomi di Zhúkov e degli altri capi militari sovietici si pronunceranno come nomi di grandi maestri della loro arte".
NON CONOBBE MAI UNA SCONFITTA
Zhúkov fu forse uno dei pochissimi capi di grandi concentrazioni di truppe che durante tutto il corso della guerra non fu mai sconftto. Nel 1939 comandò le truppe sovietiche che nelle missioni internazionaliste vinsero i nazionalisti giapponesi che avevano invaso il territorio della Repubblica Popolare della Mongolia.
All’ inizio della Gran Guerra Patria, nel 1941, Zhúkov occupava l’alta responsabilità di Capo dello Stato Maggiore Generale dell’Esercito Rosso.
Chi ha potuto leggere l’opera-testimonianza del Maresciallo Memorie e meditazioni, ha conosciuto i preoccupanti dettagli di quella giornata del 1941.
Erano giorni difficili per i sovietici, che vedevano, con stupore, avanzare i carri armati tedeschi, impetuosamente e da ogni parte, apparentemente inarrestabili.
Proprio in mezzo a quella situazione drammatica, Zhúkov aveva avuto un alterco con Stalin.
Come capo di Stato Maggiore Generale aveva proposto di ritirare tutte le truppe sovietiche dalla città di Kiev, la capitale dell’Ucrania, perchè organizzassero un’efficace difesa sull’altra riva del profondo fiume Dniepr, per fermare l’avanzata tedesca e preparare una controffensiva per evitare l’offensiva diretta contro Mosca.
Quando Zhúkov fece quella dettagliata proposta, che significava consegnare Kiev ai tedeschi, Stalin s’infuriò e gli gridò che stava dicendo un mucchio di scemenze.
L’allora Generale Zhúkov si irritò: "Se lei considera che il suo Capo di Stato Maggiore Generale è capace solo di proporre sciocchezze, non ho più niente da fare qui e chiedo di andare al fronte", gli rispose.
Stalin pensò che quel giovane Generale era molto presuntuoso e non ragionò suficientemente su quella proposta. Lo destituì dall’incarico di Capo di Stato Maggiore e lo inviò al fronte delle truppe nel "saliente de Etnia".
Non prendere in considerazione quelle idee del brillante capo militare significò una tremenda catastrofe per le truppe sovietiche. Quando i tedeschi avanzarono, dopo l’attacco a Kiev, obbligarono vari eserciti a ritirarsi in maniera disordinata e, senza il tempo necessario per attraversare il fiume, li decimarono totalmente.
Intanto al comando del fronte di riserva dove lo aveva inviato Stalin, il generale Zhúkov preparò il contraccolpo nel "saliente de Etnia" ed inflisse alle truppe di Hitler, la prima grande sconfitta nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
LENINGRADO, MOSCA, STALINGRADO...
Poche settimane dopo, di fronte alla catastrofica situazione di Leningrado, quando già il nemico era giunto alla periferia dell’eroica città, culla della Grande Rivoluzione d’Ottobre, Stalin chiamò il Generale d’esercito Zhúkov perchè assumesse il comando di quel fronte, e gli disse amaramente:
"Leningrado si trova in una situazione molto difficile: o ferma i tedeschi o muore con gli altri. Non ci sono altre strade".
Non fermare, non difendersi, non chiudere il passaggio al nemico, ma esattamente sconfiggerlo, fu la psicologia che utilizzò Zhúkov per il compito proposto ai capi miliatari del Fronte di Leningrado, mentre crescevano gli attacchi dei fascisti.
In tre settimane, dal momento in cui aveva assunto il comando del Fronte di Leningrado, Zhúkov stabilizzò la situazione e fece fallire i reiterati tentativi di imprdronirsi della città di Lenin, infliggendo colpi tremendi alle truppe nemiche.
Pochi giorni più tardi fu chiamato nel Gran Quartiere Generale del Comando Supremo Sovietico per assumere la responsabilità della difesa di Mosca.
La battaglia di Mosca, comandata da Zhúkov, testimoniò la cresciuta maturità strategica e tattico-operativa di questo capo e l’eroica resistenza combattiva delle truppe al suo comando.
Con un potenziale molto superiore in truppe ed armi, le truppe di Hitler non riuscirono a conquistare la capitale dell’Unione Soviética, e le forze principali giunsero a pochi chilometri dalla città. Nel novembre del 1941, la situazione divenne molto seria, estremamente seria; nel mondo si pensava che Mosca non avrebbe sopportato quella furia di fuoco e mitraglia.
In quei giorni Stalin telefonò a Zhúkov:
"Lei è sicuro che terremo Mosca? Le faccio questa domanda con il cuore addolorato. Parli con onore, come un comunista."
"Mosca la terremo", fu la risposta categorica di Zhúkov.
Quella sicurezza, sostenuta dalle valorose azioni dei combattenti sovietici, fu decisiva nella controffensiva sovietica intrapresa, che senza contare su una superiorità numerica sul nemico, costò ai tedeschi la perdita di mezzo milione di uomini, 1300 carri armati, 2500 cannoni e molto materiale bellico, mentre venivano sospinti a 150 e 300 chilometri da Mosca.
La sconfitta di fronte alla capacità sovietica, obbligò Hitler a dirigere la sua offensiva verso sud, in direzione di Stalingrado.
Lì la situazione fu molto seria per le truppe sovietiche, che non riuscirono a contenere l’offensiva tedesca. Stalin nominò allora Zhúkov suo secondo nel comando e lo inviò a coordinare le azioni di difesa e di successiva sconfitta del nemico. Difendendo casa per casa e ogni metro di terra, gli eroici difensori fermarono i tedeschi sulle rive del fiume Volga.
Zhúkov, con il maresciallo Alexander Valisevski, Capo di Stato Maggiore Generale in quel periodo, elaborò il piano di accerchiamento e distruzione dei gruppi degli eserciti tedeschi comandati da Von Paulus, in una battaglia che rappresentò il cambio storico nella Seconda Guerra Mondiale.
KURSK, BIELORUSSIA E BERLINO
In tutta la Seconda Guerra la battaglia più importante fu senza dubbio quella combattuta nell’Arco di Kursk, la celebre "battaglia dei carri armati", per le migliaia di unità blindate che vi parteciparono.
Zhúkov si occupò delle operazioni e della sucessiva conduzione delle truppe.
Il suo merito maggiore in questa battaglia però lo ebbe quando nella riunione del Comitato Statale di Difesa e nel Gran Quartiere Generale della URSS, riuscì a convincere Stalin ed il resto dei capi militari che la decisione corretta, come poi si vide chiaramente, era lasciare che i tedeschi prendessero l’iniziativa nell’offensiva e dissanguarli in combattimenti difensivi, per poi passare all’offensiva e travolgerli in battaglia.
Tutto avvenne com’era stato previsto.
Il Maresciallo ottenne gli stessi risultati vittoriosi nelle battaglie di Dniepr-Carpazi, Bielorussia e della Vístola-Oder.
La sua maestría fu evidenziata alla fine nella conduzione delle truppe che presero Berlino, distruggendo in pochi giorni un gruppo di nazisti integrati da più di un milione di soldati e ufficiali ed una grande quantità di mezzi tecnici di artiglieria blindati e d’aviazione.
Per i suoi straordinari meriti, Gueorgui Konstantinovich Zhúkov,
fu il rappresentante dell’Alto Comando Sovietico nella cerimonia di
capitolazione delle truppe hitleriane e l’ufficile che passò in rivista le
truppe nella storica Parata della Vittoria celebrata a Mosca poche settimane
dopo la fine della guerra. Per questi meriti é stato il solo sovietico uscito
dalla guerra con quattro Stelle d’Oro di Eroe dell’Unione Sovietica, la massima
decorazione nella Patria di Lenin.(Traduzione Granma Int.).
....................................................................................................................................................................
Stati Uniti d’America: La guerra contro Cuba continua
L’attuale governo nordamericano, come tutti i precedente degli ultimi 50 anni, continua impreterito a mantenere la guerra economica, commerciale e finanziaria imposta a Cuba da circa mezzo secolo, nonostante il chiaro fallimento dei questa ottusa politica condotta da Washington e condannata ripetutamente dalla comunità internazionale.
Le recenti dichiarazioni del principale assessore del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per l’America Latina, Daniel Restrepo, hanno confermato nuovamente che l’amministrazione della Casa Bianca non ha alcuna intenzione di eliminare l’illegale ed ingiusto blocco imposto all’Isola, con il frustrato proposito di distruggere la Rivoluzione.
Restrepo ha detto alla stampa, giovedì 6, che Obama ha chiarito che non eliminerà il blocco a Cuba, sostenendo che "in questa nazione dei Caraibi si devono fare dei cambi significativi".
Restrepo, Direttore dei Temi Emisferici nel Consiglio di Sicurezza Nazionale nordamericano, ha utilizzato di nuovo l’ipocrita e superato pretesto che "Cuba è lontana dall’introdurre miglioramenti nel tema dei diritti umani.
Ancora una volta la Casa Bianca ricorre allo stesso sotterfugio per giustificare il suo atteggiamento aggressivo contro i cubani, come se gli Stati Uniti fossero campioni in diritti umani, quando tutto il mondo sa molto bene che negli USA avvengono le maggiori violazioni e che gli esempi a questo proposito sono noti in ogni angolo del pianeta.
Le affermazioni di Restrepo non sono nuove e sono state già pronunciate da altri funzionari degli USA, come il vicepresidente Joseph Biden, che ha affermato che "il blocco si manterrà e sarà usato come strumento di pressione politica contro Cuba".
Washington non ha variato di un solo millimetro i meccanismi d’applicazione del suo assedio contro Cuba, le cui basi essenziali sono le restrizioni del commercio e delle transazioni finanziarie, con le proibizioni di viaggi dei nordamericani nell’Isola.
Non sono state eliminate nemmeno le decine di limitazioni derivate dal fallito Piano Bush, che ha esteso il criminale blocco, per perseguire gli attivi cubani, con l’applicazione di forti multe alle imprese che commerciano con l’Isola ed ha limitato ultrioremente gli scambi culturali ed accademici tra i due paesi.
Evidentemente gli Stati Uniti continuano ad afferarsi al loro
maniaco desiderio di far sì che l’Isola smetta d’essere sovrana ed
indipendente, principi ai quali i cubani - e lo hanno dimostrato
attraverso la storia - non rinunceranno mai, nonostante questa dura, lunga e
crudele guerra imposta da Washington. ( Traduzione Granma Int.).
....................................................................................................................................................................
Evo Morales critica i ricatti e le imposizioni
degli USA
Victor
M. Carriba
"Gli Stati Uniti ci hanno tolto le facilità doganali, ma senza dubbio la Bolivia sta meglio di prima", ha assicurato, nelle Nazioni Unite, il presidente boliviano, Evo Morales.
"È terminata la sottomissione e non mi spaventano i ricatti, le imposizioni e le condizioni del govenro nordamericano", ha aggiunto il presidente in una conferenza stampa, nella sede della ONU.
"Speravo molto che il presidente (Barack) Obama avrebbe cambiato la politica verso l’America Latina, ma quello che è cambiato è solo il colore della pelle del presidente nordamericano", ha sottolineato il presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia.
Evo Morales ha visitato la sede della ONU per consegnare al segretario generale Ban Ki-Moon le conclusioni della Conferenza Mondiale dei Popoli
sul Cambio Climatico ed i Diritti della Madre Terra, svolta il mese scorso a Cochabamba.
Inoltre ha confermato che parteciperà a Madrid al prossimo Vertice America Latina - Unione Europea, quando ha saputo che il governante dell’Honduras, Porfirio Lobo, non sarà presente, ed ha spiegato che nella recente riunione dell’Unione delle Nazioni sudamericane - UNASUR - ha stabilito che i presidenti di questa regione non parteciperanno alla Conferenza di Madrid, se Lobo vi parteciperà.
Lobo è presidente dopo il colpo di Stato che ha allontanato con la forza il legittimo presidente, Manuel Zelaya, nel giugno dell’anno scorso.
Morales ha detto che il governo boliviano e gli altri governi democratici del Sudamerica non riconoscono il regime attuale in Honduras, che non proviene da una democrazia, ma una dittatura.
"La mia esperienza di presidente mi dimostra che dove ci sono basi straniere, come in Honduras, ed in altri paesi del Sudamerica, non si garantisce la democrazia", ha detto ancora Evo.
"Dove ci sono le basi militari che decidono e manipolano il
governo non si garantisce lo sviluppo e nemmeno l’integrazione della regione",
ha reiterato Evo, sostenendo infine che: "Per questo noi non accettiamo le basi
militari". (Traduzione Granma Int.).
....................................................................................................................................................................
Vergognose affermazioni su Cuba
Le inverosimili affermazioni dell'on. Capezzone portavoce del PDL su Cuba ledono anche la sua intelligenza politica, oltre che la verità dei fatti.
È incredibile che la posizione su Cuba, faziosa e falsa, non solo del TG1 ma del servizio radio televisivo pubblico venga fatte passare per informazione imparziale e realmente al servizio dei cittadini che pagano il canone.
Il tg1 di Minzolini è la prova concreta di come l’informazione pubblica oggi in Italia sia totalmente priva di imparzialità e non permetta ai cittadini italiani di avere la possibilità di farsi una propria indipendente opinione su cosa accade realmente a Cuba, e purtroppo non solo a Cuba, ledendo così anche la Costituzione italiana.
Andrea Genovali vice Presidente Ass. Naz. Amicizia Italia-Cuba
-
Montatura cinematografica e non giornalismo NEL GIORNO
DELLE MADRI
....................................................................................................................................................................
I 150 anni
di Rabindranath Tagore
La madre canta
"Quando ti porto dei giochi
colorati, bambino mio,
comprendo il tornasole dell’acqua e della nube,
capisco perchè una fata dipinge fiori nella notte
e comprendo l’arcobaleno sul campo e
l’avorio
nella spiaggia della luna: quando ti dò dei giochi
colorati.
Quando canto per farti ballare,
bambino mio,
sò il perchè della musica d’argento del vento tra
i rami,
il coro delle onde attorno al mondo
e la cadenza della luce sulle onde: quando canto
per farti ballare.
Quando nelle tue piccole mani
avide
Metto dolci e zuccherini, comprendo
perchè il miele è nel calice del fiore,
perchè la linfa zuccherina maturata in segreto
dalla frutta
come l’amore un cuore: quando metto dolci e
zuccherini
nelle tue manine avide.
Quando abbraccio il tuo viso di
gelsomino e cannela
per farti sorridere, mio piccolo caro,
comprendo la buona sorte che si estende nel cielo
limpido della mattina, la delizia della brezza
dell’estate
che avvolge il mio corpo e l’onda del campo di
grano a mezzogiorno:
quando ti abbraccio perchè tu sorrida.
Rabindranath Tagore.
FESTEGGIAMENTI IN INDIA
Processioni, incontri culturali e un treno educativo marcano in India i festeggiamenti per 150 anni dalla nascita di Rabindranath Tagore, che è l’autore indiano più famoso nel mondo, che conta su milioni di lettori ( Traduzione Granma Int.)
- I CDR hanno fatto
i migliori auguri a tutte le madri cubane
....................................................................................................................................................................
Antonio Guerrero trasferito in una prigione di
sicurezza media
Lo scorso ottobre, la sentenza di Antonio Guerrero è stata ridotta a 21 anni e 10 mesi. Come risultato della riduzione della sentenza, e della sua condotta esemplare durante 11 lunghi anni di reclusione, includendo non solo il suo record di buona condotta, ma anche l’isegnamento volontario ai compagni di prigione, Antonio è stato trasferito dalla massima sicurezza ad una prigione di media sicurezza, la FCI Florence (in Colorado).
Qusta è la stessa città in cui è stato recluso precedentemente, ma ora l’indirizzo è differente:
Antonio Guerrero #58741-004/ FCI Florence /P.O. Box 6000/ Florence, CO 81226.
Questo è l’indirizzo valido per scrivergli d’ora in poi.
Anche se questa è una buona notizia per Antonio, la lotta per una vera giustizia per i Cinque continua.
Lo scorso dicembre, dopo le nuove sentenze per Ramon e Fernando, come per Antonio, i tre hanno scritto un documento per sottolineare questo punto: "Abbiamo già scontato più di 11 anni di prigione senza che sia stata fatta giustizia in nessuna delle istanze del sistema giudiziario statunitense.
Siamo stati condannati per accuse che non sono mai state provate. Anche se tre sentenze sono state ridotte, l’ingiustizia si mantiene con tutti e Cinque.
E i terroristi cubano-americani continuano a godersi la loro totale impunità.
Reiteriamo: I Cinque sono innocenti!
Siamo profondamente commossi e ringraziamo per la permanente solidarietà che ci manifestate, così decisiva in questa lunga battaglia per la giustizia.
Insieme a voi continueremo sino alla vittoria finale, che sarà conquistata solo con il ritorno dei Cinque in Patria (Documento scritto da Antonio, Fernando e Ramon).
Para
contactarnos:
info@freethefive.org
O llame al:
415-821-6545
Web:
http://www.freethefive.org
- MIAMI
5
Director Geral: Lázaro Barredo
Medina. Director Editorial: Oscar Sánchez.
HOSPEDAJE: Teledatos-Cubaweb. La Habana
Granma Internacional Digital:
http://www.granma.cu/
Correo-E | Inglés | Francés | Portugués | Alemán | Italiano
TEMATICAS de
Granma Internacional
[ Noticias
] [ Nacionales ] [ Internacionales
] [ Deportes ] [ Cultura ] [ Economía ]
[ Ciencia y Tecnología ] [ Turismo ]
© Copyright. 1996-2010. Todo los derechos
reservados. GRANMA INTERNACIONAL DIGITAL.
Cuba.