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L'Avana. Cuba. Anno 14 - Giovedi 11 Marzo  2010


Veros il X Congresso dei Piccoli Agricoltori

Juan Varela Pérez - Foto: Otmaro Rodríguez

Ramón Machado Ventura, membro del Burò Politico e Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, parlando con i rappresentanti dei settori cooperativi e contadini del municipio di San José de las Lajas, ha esortato all’ obiettività e all’attenzione nel processo di contrattazione con le imprese, data la loro importanza nel rifornimento sistematico ai mercati. 

Il tema discusso dai partecipanti all’Assemblea del territoriro durante la quale sono statieletti i dlegatai al X Congresso ed i  precandidati al futuro Comitato Nazionale dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Agricoltori (ANAP), ha segnalato che la resa ed ilvolume di ciò che si raccoglie dipendono molto dagli strumenti, ma che ci sono anche buone dosi di difficoltà di carattere soggettivo che distorcono i risultati, oltre a soluzioni locali non applicate.

Machado Ventura ha detto che si deve insistere nel’lutilizzo di forme ottimali e delle risorse disponibili, cancellando gli schemi mentali e considerando la realtà economica di oggi,  nella quale il paese deve aggiustarsi con quello che ha, per poter dare.

Higinio Rodríguez, presidente della Cooperativa di Credito e Servizi13  Marzo, in un intervento molto autocritico, ha affermato "che non siamo stati capaci di vincere i problemi e le decisioni burocratiche che, nonostante gli sforzi e le misure in vigore, lontane dallo sradicarsi, peggiorano.

Inoltre ha aggiunto che gli attuali meccanismi di commercio, almeno alla base, frenano la differenziazione e non stimolano  settori meno competitivi e in cambio molto richiesti.  “Ma non dobbiamo incrociare le braccia però, di fronte a nessun genere di difficoltà” ha sottolineato.

Sono intervenuti nel dibattito anche  Orlando Lugo Fonte, membro del  Comitato Centrale del Partito e presidente della ANAP, Ulises Guilarte de Nacimiento, primo segretario del Partido a La Habana e Yanina de la Nuez Aclich, prima segretaria del Partito a San José de las Lajas. (Traduzione Granma Int.)

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Una pioggia di allegria è caduta sugli haitiani  

Héctor Miranda  

La disperazione di migliaia di haitiani rifugiati nella centrale piazza Champ de Mars è stata sorpresa da una pioggia di allegria arrivata da Cuba, provocata da pagliacci, maghi, musicisti ed altri artisti.

Il contingente culturale, pieno di colori e ritmi contagiosi, è giunto vicino al distrutto Palazzo Nazionale al suono di una conga ed è stato accompagnato da centinaia di persone, molti bambini soprattutto, tra le strade attorno all’emblematica piazza.

Questo è stato il primo spettacolo della Brigata Artística Marta Machado, guidata dal noto pittore Alexis Leyva (Kcho), e integrata da una gamma di artisti.

In appena un minuto, creatori e pubblico erano vicini, in una stretta relazione, tanto che la scena sembrava una strada qualsiasi de L’Avana, se non ci fossero state una tenda da campo da una parte ed il Palazzo Nazionale distrutto dall’altra.

Il pittore haitiano Phillipe Dodart ha commentato per Prensa Latina che attività come questa sono fondamentali per i bambini del paese, severamente colpiti dallo shoch del terremoto del 12 gennaio scorso.

“L’arte è il migliore dei rimedi per il recupero emozionale dei bambini e siamo molto contenti per le manifestazioni del popolo cubano e di questa brigata guidata dall’amico Kcho (si pronuncia Cacho) ", ha detto.

Tra le maggiori attrazioni c’è il mago Sixto Rodríguez, del Centro del Teatro de L’Avana.

Una folla di bambini e di adolescenti ha circondato Rodríguez quando la brigata si è dispersa nel grande scenario del Campo di Marte, per offrire simultaneamente la sua varia gamma di espressioni artistiche.

Il pubblico, a bocca aperta, ha ammirato il giovane prestigiatore che faceva giochi con le monete e: “I  bambini non dimenticheranno questo momento vitale nell’impegno di cercare di far dimenticare la catastrofe vissuta”, ha detto a PL, Jean Renal Clerismé, consigliere del  gabinetto privato del presidente René Preval ed uno degli spettatori, in questa occasione.

“L’arte è molto importante e lo è anche l’aiuto dei cubani, che lo danno sempre disinteressatamente, come nel caso di questi artisti che vengono a rallegrarci la vita, anche se non ci sono le migliori condizioni per vivere”, ha commentato anocra Clerismé.

Kcho ha mostrato il suo entusiasmo per lo spettacolo offerto dalla Brigata ed ha detto d’essere soddisfatto di stare in Haiti e alleviare il dolore degli haitiani con l’arte e la cultura di Cuba Rivouzionaria.

Kcho ha detto che non sa quanto tempo resteranno in Haiti, forse più di un mese, ha anticipato, perchè ci sono tante cose da fare...

“Lavoreremo anche per i medici cubani, ha aggiunto, che svolgono un lavoro intenso di sacrificio e necessitano sorridere e distrarsi. Faremo cose anche per loro”, ha concluso.

Il perimetro della devastata Casa del Governo è stato tappezzato con teli portati da Cuba, con i disegni realizzati dai bambini cubani residenti nelle zone devastate dai cicloni e dove la Brigata Artistica ha lasciato le sue tracce.

Di nuovo, stavolta nelle strade del Champ de Mars, pennelli in mano, i bambini di Haiti hanno cominciato a dipingere sulle grandi tele (Traduzione Granma Int.)

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Ginebra: Cuba chiede di riaprire il caso dei Cinque

Fausto Triana  

Cuba  ha chiesto nel Consiglio dei Diritti Umani - CDU - della ONU, che si riapra il caso dei Cinque  antiterroristi, la cui detenzione negli Stati Uniti è stata considerata  arbitraria in questo organismo.

“Il nostro paese considera necessario ricordare che resta pendente il caso dei Cinque combattenti antiterroristi cubani prigionieri politici nelle carceri degli USA, la cui reclusione è stata definita arbitraria”, ha detto la diplomatica dell’Isola, Anayansi Rodríguez, direttrice dei Temi  Multilaterali (DAM) del Ministero degli  Esteri di Cuba, che ha segnalato che il Gruppo di lavoro  sulle Detenzioni Arbitrarie in sua Opinione 19/2005, aveva indicato l’illegalità della misura.

Parlando nel dibattito interattivo con i relatori sulle detenzioni arbitrarie e le scomparse forzate, nella 13ª Sessione del CDU, la Rodríguez ha ricordato il pronunciamento sul caso dei Cinque, come sono noti internazionalmente.

“Questo pronunciamento compirà cinque anni il prossimo mese di maggio, senza che le autorità degli Stati Uniti abbiano mai adottato le misure necessarie per porre fine alla situazione che ha determinato la conclusione del gruppo”, ha detto.

Inoltre ha sottolineato che gli esperti della ONU  fecero notare allora che la reclusione di  Antonio Guerrero, Fernando González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González "è arbitraria" e contravviene alle leggi internazionali, con riferimento concreto all’articolo 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti civili e politici.

La funzionaria cubana ha denunciato che il governo di Washington continua le sue azioni di manipolazione politica, facendo pressioni a istanze giudiziarie che hanno dimostrato l’incapacità di attuare con obiettività ed indipendenza nei temi di Cuba.

Alle mogli dei due dei Cinque  prigionieri politici negli USA, Olga Salanueva e Adriana Pérez - presenti nella Sala del Consiglio – si continua a negare il diritto di visitare i mariti.

La titolare della DAM ha chiesto al presidente-relatore, incaricato del tema delle detenzioni arbitrarie, di condividere con il CDU le sue opinioni sul caso e trasferire le azioni, per dare un seguito.

"In concreto, Cuba le raccomanda di porre un seguito al tema  della detenzione arbitraria dei Cinque, nel contesto della visita che il gruppo di lavoro prevede di realizzare negli Stati Uniti”, ha puntualizzato e nello stesso tempo ha invitato la comunità internazionale ad offrire il più ampio appoggio al reclamo di una pronta liberazione di coloro che sono degni paradigmi della lotta contro il terrorismo.

A proposito delle scomparse forzate o involontarie,  la Rodríguez ha commentato l’esperienza vissuta nei decenni passati nella regione latinoamericana durante le dittature militari imposte e sostenute da Washington. (Traduzione Granma Int.)

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La pobreta giungerà a zero in Venezuela, assicura Chávez

Waldo Mendiluza  

Il presidente Hugo Chávez ha assicurato che il Venezuela sconfiggerà la povertà e che questa è una delle priorità della sua gestione.

“Non ci sarà più povertà in Venezuela e questo è uno dei miei impegni supremi”, ha assicurato nel Palazzo di Miraflores, nella cerimonia di consegna della Bandiera alla delegazione per i Giochi Sudamericani Medellín-2010.

In accordo con il Presidente, le conquiste realizzate dal suo arrivo al potere  nel 1999, permettono di vedere buoni risultati nell’eliminazione del flagello.

“La poverà, che colpiva il 70% della popolazione, e la miseria il 40%, nel 1996, hanno visto queste cifre ridotte nel 2009 al 23,8% e al 5.9% e scenderanno sino allo zero”, ha sostenuto Chávez, aggiungendo che la prima meta è rompere la barriera del 20% in materia di povertà.

Lo statista ha risaltato gli sforzi per superare l’emergenza elettrica, una difficoltà provocata dal fenomeno climatico El Niño.

Il Venezuela dipende dalla generazione idroelettrica al 70% del servizio e questa fonte è severamente danneggiata dall’intensa siccità degli ultimi mesi.

“Quest’anno incorporeremo 5900 megawatts al sistema termo energetico nazionale”, ha detto ed ha reiterato il richiamo al risparmio, sottlioneando il cambio per il 2010, di 50 milioni di lampadine incandescenti (Traduzione Granma Int.)

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ALADI: integrazione come strategia di sviluppo

Roberto Salomón  

L’integrazione economica in America Latina e nei Caraibi deve contare oggi  con una visione a grande raggio, e formar parte della strategia di sviluppo nazionale, sostiene un esperto della ALADI.

Fernando Suárez, dell’Associazione Latinoamericana d’Integrazione  (ALADI), ha detto che è necessario nella regione, dare un impulso alle facilitazioni del commercio e propiziare gli investimenti congiunti che favoriscono lo sviluppo.

Suárez, che ha partecipato al recente evento internazionale degli economisti effettuato nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana, considera molto importante incentivare la cooperazione nel terreno sociale.

L’impatto negativo della crisi economica nella regione ha provocato una forte contrazione delle esportazioni globali di fronte alla domanda esterna.

I prezzi dei principali prodotti di base sono scesi nel 2008, sono cresciuti di nuovo lievemente nel 2009, ma sono sempre depressi.

Il commercio tra le regioni che aveva visto un’espansione del 24% annuale prima della crisi, ora si è ridotto al 29,8 nel 2009.

Questo è accaduto per il calo di 146.107 milioni di dollari nell’ammontare del commercio, il secondo maggior calo nell’area dal 1983.

L’impatto della crisi ha inoltre provocato il deterioramento delle condizioni sociali e l’incremento della povertà che ha colpito nove milioni di persone, come risultato della situazione. (Traduzione Granma Int)

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Giustizia all’israeliana: in tribunale un bambino di 12 anni

Hasan Al-Muhtaseb, 12 anni, è stato rilasciato su cauzione quando il tribunale militare israeliano di Ofer ha ordinato al padre il pagamento di una multa pari a 2.000 Shekel pari a 384 euro. Per la difesa del bambino, il Comitato dei Prigionieri Palestinesi ha nominato ben 10 avvocati mentre a numerosi parenti dell’imputato è stato permesso di assistere all’udienza.

"Il bambino è stato catturato vicino la sua abitazione - ha spiegato il Comitato -, dove non c’era nessuno che potesse testimoniare il fatto che Al-Hasan non stesse tirando pietre contro i soldati israeliani.

Contro di lui non vi è stata nessuna accusa.

Questa udienza viola la Convenzione del 1989 sui Diritti dell’Infanzia, firmata da Israele nel 1991 la quale dispone che nessun bambino può essere imprigionato come avviene per un adulto. Per questo, chiediamo l’immediato rilascio di Al-Hasan ha sostenuto uno dei difensori del bambino". Durante la prima sessione, si sono registrate accese discussioni tra gli avvocati difensori ed il giudice. Tuttvia, i difensori di Hasan hanno ottenuto una revoca della multa contro la richiesta del giudice a che il padre del bambino si assumesse l’impegno a presentarsi in tribunale - qualora convocato.

Il fratello maggiore di Hasan, Rashid ha provato ad avvicinarsi al piccolo, ma è stato bloccato dalla polizia. Questa situazione ha creato altre discussioni con le forze israeliane.

Rivolgendosi alla sala, Hasan ha riferito di non avere paura di essere giudicato da un tribunale militare.

Mercoledì, la detenzione questo ragazzino palestinese è stata estesa ed il padre si è così espresso: “Mio figlio è stato condotto in tribunale con mani e piedi legati. Era terrorizzato dalla presenza dei soldati. E’ alquanto strano che il giudice abbia deciso per l’estensione della sua detenzione proprio fino a domenica, stesso giorno in cui si è emessa la sentenza contro di lui”. E’ stato chiesto ad Al-Mutaseb di pagare una pena pari a 5.000 Shekel, poi ridotta a 2.000.

"Quale legge prevede di processare un bambino in una corte militare chiedendo poi al padre il pagamento di una multa. Io non pagherò alcuna multa e voi rilascerete mio figlio. Questa è la legge dell’occupazione”.

L’avvocato difensore di Hassan, Lea Tsemel, ha portato in tribunale, al suo assistito un pallone perché potesse giocare. In quel momento, il giudice ha tentato di nascondersi il volto.

Hassan è stato arrestato lunedì insieme al fratello Amir, di 9 anni, rilasciato subito dopo. In base all’articolo 37 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, ratificata da Israele il 3 ottobre 1991, “L'arresto, la detenzione o l'imprigionamento di un fanciullo devono essere effettuati in conformità con la legge, costituire un provvedimento di ultima risorsa e avere la durata più breve possibile".(Irib)


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