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Il Festival dei Due Mondi
Un ponte di cultura tra l’America e
l’Europa
Il Festival dei Due Mondi, conosciuto anche col
nome di Festival di Spoleto, è una manifestazione
internazionale di musica, arte, cultura e
spettacolo che si svolge annualmente nella città
di Spoleto, in Umbria.
Fondatore del Festival dei Due Mondi di Spoleto è
il maestro compositore Gian Carlo Menotti,
scomparso nel 2007, che istituì la manifestazione
nel 1958.
Dalla metà degli anni novanta e fino al 2007,
direttore artistico è stato il figlio Francis
Menotti. Prima di lui si ricordano le direzioni di
Romolo Valli e di Raffaello De Banfield. Attuale
direttore artistico è il maestro Giorgio Ferrara.
La manifestazione ha raggiunto il massimo della
fama mondiale nel primo trentennio di attività, ed
ha ispirato molte manifestazioni analoghe nate
successivamente.
L'intenzione del suo fondatore Menotti, sin
dall'inizio, era stata quella di creare, con il
Festival, un terreno di incontro fra due culture e
due mondi artistici, quello americano e quello
europeo (da qui il nome del festival definito,
appunto, "dei due mondi"), che celebrasse le arti
in tutte le loro forme.
Dopo aver visitato molti centri storici del centro
Italia, Menotti optò per Spoleto per la presenza
dei due teatri e per lo scenario unico della
Piazza del Duomo. Da ribadire come questa rassegna
di arte, cultura e spettacoli, sia stata, durante
la gestione Menotti, prevalentemente
internazionale e solo in minima parte italiana.
Gli artisti e personaggi che vi hanno preso parte
appartengono al mondo della prosa, della lirica,
della danza, dell'arte marionettistica, dell'arte
oratoria, della musica, del cinema e della
pittura. Negli anni ottanta è stata istituita
anche la rassegna medico-scientifica Spoleto
Scienza, ai quali congressi prendono parte
scienziati e ricercatori.
. Il 29 giugno 2007 prese il via la 50º edizione
del Festival, la prima senza la presenza del
fondatore Gian Carlo Menotti , scomparso pochi
mesi prima: per l'occasione venne riportata in
scena la sua opera "Maria Golovin".
. A partire dalla 51ª edizione (2008), si è visto
un cambio in quello che era il cartellone degli
appuntamenti tradizionali: scompaiono l' ora
mistica, i grandi processi e le mitiche Marionette
Colla; il concerto di chiusura viene portato
nell'orario d’inizio.
I numerosi spazi e scorci architettonici, che la
città di Spoleto presenta, contribuiscono a creare
un dualismo tra arte antica ed arte contemporanea
unico nel suo genere: al Teatro Nuovo sono
maggiormente rappresentate opere liriche e
spettacoli di prosa; il Teatro Caio Melisso, è
sede di concerti e di altri spettacoli di prosa;
il Teatro Romano, è il palcoscenico del balletto;
il Teatrino delle sei, è sede degli spettacoli di
danza moderna; il Complesso monumentale del San
Nicolò è sede di conferenze ed altri concerti; il
Cortile della Rocca albornoziana è lo scenario di
concerti e di spettacoli di prosa; la famosa
Piazza del Duomo è lo scenario della Maratona di
Danza e dei Concerti di gala e di chiusura; la
chiesa di San Eufemia è sede dei concerti notturni
di musica sacra; l'auditorium della Stella è sede
di convegni e letture.
Numerosissime sono state, dalla prima edizione del
1958 ad oggi, le celebrità artistiche di fama
mondiale che hanno lavorato a Spoleto durante il
Festival.
Di fatto, il Festival dei Due Mondi è padre e
mentore di altri due analoghi eventi che si
svolgono all'estero: lo Spoleto Festival USA, di
Charleston (Carolina del Sud), fondato nel 1977, e
l'australiano Melbourne International Arts
Festival, fondato del 1986. Ambedue gli eventi
hanno visto tra i propri fondatori lo stesso
maestro Gian Carlo Menotti, che ne è stato anche
il direttore artistico rispettivamente per 17 e
per tre anni. Le edizioni estere non sono
repliche di quelle italiane, né hanno a capo la
stessa amministrazione dell'edizione italiana. Il
Festival abitualmente si svolge dall'ultimo
venerdì di giugno fino alla terza domenica
successiva, che cade a metà del mese di luglio e
si conclude con il tradizionale Concerto in Piazza
del Duomo, nel quale, anno dopo anno, si
esibiscono le orchestre filarmoniche più
prestigiose del mondo. La durata complessiva è di
norma 17 giorni. Alcuni dei grandi nomi che nel
tempo hanno onorato con i loro interventi la lunga
storia del Festival: Luchino Visconti, Eduardo De
Filippo, Rudolf Nurejev, Carla Fracci, Thomas
Schippers (le cui ceneri sono tumulate nella
piazza del duomo di Spoleto, dove lui diresse
molti concerti di chiusura del Festival); Romolo
Valli, Ken Russell, Nino Rota, Roman Polanski,
Ezra Pound, Vittorio Gassman, Arnoldo Foà, Luciano
Pavarotti, Joaquin Cortes… oltre a molti altri
artisti ed ospiti, a questi vanno aggiunte
numerosissime orchestre e compagnie di balletto di
livello mondiale.
Il primo evento di rilievo che poi ha di fatto
lanciato un nuovo modo di fare "esposizione" fu la
mostra "Sculture nella Città" nell'edizione del
1962, curata da Giovanni Carandente: i maggiori
scultori del mondo furono invitati a Spoleto ad
esporre le proprie opere non in interni, bensì
nelle vie e nelle piazze della città, dando vita
di fatto ad un vero e proprio museo di arte
contemporanea a cielo aperto ma allestito in un
ambiente ricco di storia. Finita la rassegna, la
maggior parte delle opere furono donate alla
città, rimanendo nelle loro collocazioni
originarie dove ancora oggi sono. Su tutte svetta
il Teodelapio di Alexander Calder (davanti alla
stazione ferroviaria) che viene a ragione
considerata la prima scultura monumentale del
mondo. Un’altra mostra che viene ancora oggi
ricordata dagli esperti del settore fu quella
fotografica dedicata a Wilhelm von Gloeden
nell'edizione del 1978: per la prima volta
venivano esposte al pubblico le opere
ottocentesche dell'autore tedesco considerate
ambigue e scandalose. Nelle edizioni più recenti
uno degli eventi di maggior rilievo fu
nell'edizione del 1999 lo spettacolo Eclipse, del
Teatro Equestre Zingarò, presentato in esclusiva.
Se fino agli anni ‘60/’70, il Festival si poteva
considerare pressoché unico in Italia e forse
anche in Europa, oggi soffre di una certa
concorrenza che vede altre 6-7 manifestazioni
similari, seppure minori, nella sola Umbria, per
non dire delle decine di festival di vario genere,
stagioni concertistiche, operistiche, e grandi
mostre d'arte, che vengono continuamente
organizzate nel resto del Paese. ( GM).
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