|
La storia del lupo e l’agnello
• La rivoluzione cubana
merita gran rispetto.
Chi da bambino non ha ascoltato questa favola di
Fedro? Ma siccome è brevissima, e molto chiara,
specie nella morale finale, la riportiamo qui
sotto integralmente:“Un
lupo e un agnello, spinti dalla sete, si
ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il
lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a
una certa distanza, verso valle. La fame però
spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse:
"Perché osi intorbidarmi l'acqua?"L'agnello
tremando rispose: "Come posso fare questo se
l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con
brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo
padre a rivolgermi tutte quelle villanie".
Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.
Questo racconto è rivolto a tutti coloro che
opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi
pretesti.
Questa storia si può calare quasi integralmente
nella realtà che Cuba si trova ad affrontare
quotidianamente, con l’esclusione dell’epilogo
finale che, per fortuna di Cuba e di tutti noi
che ne conosciamo e ne apprezziamo le qualità
rivoluzionarie, è ben diverso.
Quasi ogni giorno c’è un attacco diverso contro
il governo socialista cubano, quasi ogni giorno
o si inventano pretesti ex novo, o si usano
eventi reali mistificandoli e falsandoli in modo
tale che possano sembrare verità. Si potrebbe
parlare quasi di monotonia in questi
atteggiamenti, se non avessero poi ripercussioni
pesanti tese a minare la credibilità del
processo di transizione socialista messo in atto
da Cuba nel 1959. Che è poi lo scopo finale di
tutti questi imbrogli.
Cominciamo con qualche esempio.
È in atto da qualche giorno un’altra
inaccettabile manovra anti cubana. Questa volta
è travestita da “aiuto” della USAID, Agenzia
degli Stati Uniti per lo Sviluppo
Internazionale, longa manus emanazione del
Dipartimento di Stato in tutto il mondo.
Dove gli USA non hanno la possibilità di
intervenire sfacciatamente con i marines, dove
non riescono a inventarsi “eserciti liberi” alla
siriana, là provano ad insinuarsi dolcemente,
amichevolmente, con il dio denaro e coperture
di ONG (Organizzazioni Non Governative) per
camuffare con falsa generosità le loro
intenzioni destabilizzatrici. Come in Bolivia,
per capirci, dove gli emissari di Washington,
dopo aver ridotto tutto il resto del mondo a una
pattumiera a cielo aperto e massacrato decine di
popoli nativi in giro per il pianeta, scoprono
improvvisamente che c’è il verde da salvare e
che esistono gli indigeni con una loro vita e
cultura….. Bene ha fatto, qualche mese fa, il
Consiglio Politico dell’ALBA ad invitare ad
espellere la USAID dai territori dei loro
paesi!!
Questa volta il nuovo ritrovatosi è
l’esportazione di “democrazia digitale”.
A parte il fatto che di esportazioni di
democrazia ce ne sono state fin troppe negli
ultimi anni (ne sanno qualcosa l’Afghanistan,
l’Irak, la Libia, ora la Siria, ecc.), è davvero
incredibile la spudoratezza dei governanti
statunitensi. È quasi pari alla loro fantasia
perversa. Infatti sono stati capaci (sempre a
scopo di “sviluppo” ovviamente…) di offrire fino
a 3 milioni di dollari a progetto per un periodo
massimo di 3 anni ai cittadini cubani per
“facilitare il fluire dell’informazione non
censurata da, per e nell’isola e supportare la
comunicazione tra la popolazione cubana, specie
nei gruppi indipendenti della società civile e
nei network” e “incoraggiare il libero scambio
d’idee e la distribuzione delle informazioni”.
Sorgono spontanee alcune di domande:
1. Ma
qual è la censura alla quale sarebbero
sottoposti i cubani, se persino la stessa chiesa
cattolica, che pure ha avuto periodi di tensione
col governo cubano, riconosce ormai la piena
libertà dell’informazione a Cuba e dichiara
apertamente di avere essa stessa accesso ai
mezzi di comunicazione di massa inclusa la radio
governativa?
2. E
dove vogliamo collocare l’ineffabile Yoani
Sanchez che sproloquia e straparla in internet
come le pare senza aver subìto un solo secondo
di stop (forse neanche se manca la corrente!)
per censura?
3.
E non hanno a che fare con i
comportamenti democratici le migliaia di
riunioni che il Partito Comunista Cubano fa
continuamente con milioni di cittadini dei
quartieri quando propone delle scelte
importanti, come ad esempio le nuove linee
economiche uscite dal VI Congresso o le
politiche uscite dalla Conferenza nazionale? In
quelle consultazioni organiche con la base sono
discusse perfino le virgole da parte di tutti
quelli che ritengono di avere qualcosa da dire
in proposito. Che democrazia vogliono insegnare
a questa gente? Quale sarebbe il libero scambio
di idee che non ha attualmente spazio? Ma forse
che qualcuno ha chiesto, nella democratica
Europa, chi voleva il governo Monti? O se dagli
USA alla Spagna, dal Canada alla Sardegna ecc.
volevamo finanziare le banche e lasciare i
minatori a casa?
4. E
a proposito della “società civile” viene da
chiedersi: qual è “l’altra”? Visto che a Cuba
non risulta che ci sia l’esercito e la polizia
per le strade a militarizzare i territori,
ammazzare e massacrare ragazzi per strada come
avviene in Italia, in Cile, in Canada o negli
USA, tutti paesi “esportatori di democrazia” che
si sono distinti per presenziare in tutte le
“missioni di pace” degli ultimi decenni. Ma, si
sa, quelli dell’occidente sono “costi sociali”
imprescindibili mentre, se si carcera qualcuno a
Cuba (magari un semplice stupratore o
assassino), la notizia fa il giro del mondo e,
cosa ancora peggiore, questo desta scandalo
dappertutto! Sarebbe troppo lungo aprire qua un
capitolo sulla gestione delle carceri a Cuba e
quella nel nostro paese, che dal confronto ne
uscirebbe davvero con le ossa rotte (un po’ come
molti degli ospiti delle nostre patrie
galere….).
Tra le cose più sconcertanti (ma non
sorprendenti) c’è proprio il fatto che nessuno
Stato occidentale trovi scandaloso questo
comportamento persecutorio nei confronti di Cuba
ed insorga finalmente a dire: basta, siete un
offesa all’intelligenza! Ma sappiamo, la storia
ce lo ha insegnato, che ci sono Stati che hanno
un’impunità “genetica”, nascono dalla
sopraffazione degli abitanti di un territorio e
proseguono su quella strada. È questo il caso
degli USA ed è anche quello di Israele, che,
nato dal sopruso, dalla prepotenza operata dalle
potenze occidentali sul popolo palestinese, ha
proseguito sulla strada della sopraffazione e,
con la scusa dell’autodifesa, in questi mesi
tenta di ampliare la sua cuccia di cane da
guardia anche verso l’Iran. Il tutto senza che
ci sia alcuna reazione negativa da parte di
consessi internazionali con voce in capitolo,
tipo l’ONU, ad esempio. Tutto si giustifica,
anzi si motiva, con l’emergenza sicurezza!
Torniamo però a una delle ultime invenzioni
contro Cuba e rovesciamola.
Cosa potrebbe succedere se un’offerta di 3
milioni di dollari per sviluppare “democrazia
digitale” fosse stata fatta dal governo cubano o
venezuelano ai cittadini canadesi, italiani o
tedeschi o statunitensi col chiaro invito a
disfarsi di una democrazia censurata come quelle
che in realtà li ospitano?
Superando il fatto che, una parte della
popolazione, per diventare dissidente contro i
governi Monti, Rajoy ecc non ha affatto bisogno
d’incentivi (lo fa “aggratis” per motivi di
sopravvivenza), è facile immaginare che i mass
media sicuramente comincerebbero a urlare
all’invasione comunista chiedendo barricate di
tutti i generi: dalle riduzioni di accesso a
internet, al potenziamento delle presenze
militari/poliziesche sul territorio, altro che
allo scandalo! Mentre non sono sfiorati neppure
lontanamente dall’idea che di già i nostri paesi
sono commissariati e sotto tutela da tempo e di
democrazia ce n’è rimasta davvero pochina da
esibire e difendere. E la cosa più triste è che,
oltre ai mass media, sono proprio i difensori
delle categorie più schiacciate dai
governi/commissari delle nostre latitudini,
quelli che difendono questo stato di cose, cioè
i sindacati concertativi (ormai bisogna dire
“”ex concertativi” perché neanche quello gli
lasciano più fare. E ancora non lo capiscono….).
Potremmo proporre alla USAID di intervenire da
queste parti con qualche aiutino per
democratizzare un po’ di cose. Magari con mezzi
digitali provare a spiegare un po’ d’etica e di
giustizia a magistrati ed istituzioni che
condannano a decenni di galera chi rompe delle
cose (reti o sportelli bancari che siano) e
tiene liberi e addirittura sotto scorta chi
pesta a sangue esseri umani, inermi ragazzi o
cittadini “indignati” perché gli si stanno
scaraventando addosso scelte che distruggono
qualsiasi possibilità di sopravvivenza degna e
responsabile.
E invece la USAID pensa bene di invogliare a
diventare dissidenti i cittadini cubani….
Evidentemente questo governo non deve essere
così malvisto dalla sua popolazione, se
l’emanazione dello zio Sam si prende la briga di
sborsare quattrini per cercare affannosamente di
creare delle falle proprio nel settore della
comunicazione. Infatti in quasi tutti i paesi
del mondo l’informazione di massa (dai giornali
alle TV) è di proprietà di poteri forti (anche
nei paesi che hanno iniziato processi di cammino
verso il socialismo come il Venezuela o la
Bolivia e l’Ecuador) che creano e diffondono
informazione a seconda delle loro convenienze ed
interessi. Molti golpe (militari e non) sono
stati accuratamente preparati dalla stampa prima
che dagli eserciti. Ma a Cuba questa strategia
ancora non è riuscita a prendere piede e perciò
stanno tentando di aggirarla con la scusa
dell’aiuto all’informatizzazione del paese.
E infatti offrono soldi senza entrare nel
dettaglio del “come” sarebbe resa più fluida
l’informazione e, tanto meno, di quale
informazione si tratta. Da quello che si
capisce, sembra proprio che vogliano iscrivere a
libro paga piccoli eserciti di “Yoani Sanchez”,
che, non avendo necessità di lavorare in quanto
profumatamente pagati, possono dedicare tutto il
loro tempo ed energie (strettamente controllati
attraverso i programmi prestabiliti) a
potenziare il lavoro che già con sufficienti
mezzi svolgono la maggior parte dei mass media
terrestri: creare false e negative informazioni
su Cuba che facciano il giro del mondo nel più
breve tempo possibile. Chissà se ci sarà un
collegamento tra questi consorzi e l’Assemblea
della Resistenza Cubana (ARC notoriamente
antigovernativa e prezzolati
controrivoluzionari)
che tempo fa ha sottoscritto un “accordo di
collaborazione” con
il
Consiglio Nazionale Siriano (CNS)? Non
sorprenderebbe gran che se si venisse a fare
questa scoperta tra qualche giorno visto che,
tra l’altro, sono previste “alleanze strategiche
e partnership con aziende IT specializzate che
consentano ai richiedenti asilo potenziali di
sfruttare le tecnologie digitali in modi nuovi e
creativi”. In realtà qui di nuovo ci sarà ben
poco. Tutto già visto più volte.
Cubadebate ha denunciato ieri questa sporca
manovra e, con dovizia di documentazione e
particolari, ricollega i programmi del
Dipartimento di Stato a quelli della USAID. Se
qualcuno nutrisse dei dubbi basta andare sui
siti della USAID e del Dipartimento per
toglierseli. La verità e l’informazione vera non
sono certo un problema per chi, come Cuba e gli
altri paesi dell’ALBA non hanno nulla da
nascondere, anzi, sono assolutamente interessati
a che le loro realtà vengano conosciute il più
diffusamente possibile. E certamente né Cuba né
altri paesi dell’ALBA possono apprezzare le
falsificazioni e i montaggi ammanniti come
realtà che circolano attualmente a fiumi contro
i loro governi democratici e autodeterminati dai
loro popoli.
Un’altra “creazione” degli ultimi giorni è
quella che vede un incidente automobilistico
trasformarsi in un caso mondiale. Si tratta
dell’incidente che ha visto coinvolte una
Hyundai Accent con targa turistica T31402, sulla
quale viaggiavano 4 persone: Oswaldo José Payá
Sardiñas e Harold Cepero Escalante, cubani, che
sono deceduti nell’impatto, Ángel Francisco
Carromero Barrios, spagnolo conducente dell’auto
e Jens Aron Modig, svedese. Probabilmente se il
signor Oswaldo José Payá non fosse stato un
personaggio alquanto notoe ben sostenuto dagli
occidentali controrivoluzionari, la vicenda si
sarebbe conclusa con la polizia stradale. Ma
stiamo parlando del fondatore del Movimento
Cristiano di Liberazione e premio Sajarof nel
2002. Malgrado la sua opposizione al governo,
non era però favorevole all’embargo USA contro
Cuba, non godeva del favore dei gruppi anti
cubani di Miami e non condivideva le scelte
della chiesa cattolica cubana. Sicuramente si
trattava di un personaggio che di chiacchiere
doveva sollevarne parecchie e da molte parti.
La dinamica dell’incidente è stata ricostruita
con certezza inequivocabile, oltre che dalle
perizie tecniche, anche grazie alle varie
testimonianze di persone che si trovavano sul
posto al momento dell’impatto tremendo del
veicolo contro un albero, causato dall’uscita di
strada dell’auto, che ha perso il controllo per
la forte velocità con cui procedeva su una
strada su cui c’erano dei lavori in corso. Il
conducente, per sua stessa ammissione (avallata
da quella del passeggero superstite), non ha
visto il segnale che imponeva di ridurre la
velocità ed ha poi bruscamente frenato quando si
è reso conto dello stato precario del terreno su
cui viaggiava. Ben tre persone che si trovavano
sul posto hanno potuto testimoniare che le cose
sono andate proprio così: nel modo più banale
del mondo.
Ma, malgrado tutto ciò si strilla all’assassinio
del solito povero “dissidente” che sarebbe stato
nientedimeno che inseguito da un camion che lo
voleva buttare fuori strada. Forse per creare
questa versione si sono ispirati a “Duel” il
celebre, ma datato (l’abbiamo visto tutti!),
film di Steven Spielberg. Qualcosa di più
originale potevano pure sceglierla! Non sono
stati all’altezza della loro fama creativa
questa volta. È così evidente dalle foto la
sagoma dell’albero che hanno preso in pieno!
Eppure ecco che persino Casini vuole una
commissione d’inchiesta. I soliti massmedia
“sospettano”….
Qualcuno, un po’ più maligno di noi, ha invece
addirittura ipotizzato che lo scopo di questo
immenso polverone sollevato su un semplice
incidente automobilistico (perché di questo si è
trattato, anche se il personaggio che ci ha
lasciato la vita era di spicco) sia quello di
allontanare eventuali e scontate domande sul
conducente. In tutti gli incidenti “normali” la
prima cosa che ci si chiede è:Chi era il
conducente? Quanti anni aveva? Era sobrio? ecc.
Qui sembra quasi che, per bypssare questa fase,
si sia voluto creare un grosso caso che
permettesse di prendere due piccioni con una
fava: accusare, come al solito, il governo
cubano dell’ennesimo misfatto e,
contemporaneamente, mettere a tacere qualsiasi
altra legittima curiosità circa i protagonisti.
Infatti, se andiamo a guardare chi erano gli
occupanti di quella macchina, oltre a Payà e
all’altro cubano deceduto,
Harold Cepero
Escalante, rimaniamo un pochino
perplessi:
-
Ángel Carromero Barrios, l’autista. Spagnolo,
presentato dalla stampa come un semplice
attivista, è, invece, nientedimeno che
vicesegretario generale dell’organizzazione
Nuevas Generaciones del PP (ispirata al
falangismo), ed è in contatto permanente con due
acerrimi nemici di Cuba in Spagna, José Maria
Aznar, ex primo ministro, e Esperanza Aguirre,
Presidente della Comunità anticastrista di
Madrid. Che faceva a Cuba un personaggio di
questo calibro a Cuba? Prendeva il sole a
Varadero…? Ricordiamo anche che recentemente
Aznar ha affermato che “alla Cuba di Fidel si
dovrebbe applicare la stessa ricetta che alla
Libia di Gheddafi”.
-
Jens Aron Modig, passeggero sopravvissuto.
Svedese. Capo della Lega della Gioventù
Democratico Cristiana di Svezia (KDU), destra
anticomunista. Anche lui entrato con visto
turistico. Voleva prenotare un ombrellone?
Pur senza voler sembrare complottisti, è
difficile credere che personaggi del genere
stessero veramente a Cuba per turismo e perciò,
se di tutto questo si fosse parlato normalmente
e ci si fossero chiesti i motivi di queste
inquietanti presenze sull’isola, non ci
sarebbero stati dubbi sulle reali intenzioni
anti rivoluzionarie di quei soggetti. Perciò,
meglio mettere le mani avanti per non cadere
indietro, come dicevano antichi saggi… e
cominciare a strillare all’assassinio, al
delitto politico, ecc. per gettare fumo negli
occhi e …incolpare il solito agnello che sta
bevendo a valle.
Questo è solo uno tra gli ultimi delle centinaia
di tentativi di destabilizzare Cuba attraverso
il terrorismo di Stato (USA e paesi europei),
questa volta a carattere massmediatico , quindi
“pacifico”. Ci hanno provato persino cercando di
inventare un’epidemia di colera (a fronte di
alcuni casi assolutamente sotto controllo) per
stroncare le entrate che quest’estate sarebbero
venute all’isola dal turismo (quello vero!).
Sui tentativi fatti per destabilizzare Cuba si
possono scrivere interi volumi e ci sono
migliaia di documenti (che vengono alla luce man
mano che sono declassificati) a dimostrazione di
queste politiche che sono iniziate già dal 1959
con l’avvento del governo Rivoluzionario. Lo
stesso genere di carte tra 50 anni sarà
sicuramente desecretata anche per altri paesi
come il Venezuela,la Bolòivia, l’Ecuador e
l’Honduras. Ma già oggi gli accadimenti sono
talmente chiari che non c’è bisogno di aspettare
le carte per capire con certezza che gli USA
stanno proprio dando fondo a tutte le loro
risorse cerebrali per scongiurare il pericolo
del “contagio” che potrebbero subire i paesi
attualmente di fede neoliberista a causa
dell’esempio che viene fuori da quelli dell’ALBA
che crescono pensando al miglioramento dalla
vita degli esseri umani e non del profitto o
dello “spread”. Insomma sono candidati a essere
classificati come il pericolo numero uno da
isolare, in particolare Chavez e il suo
Venezuela che ha maggiori possibilità di
raggiungere risultati grazie alla più favorevole
situazione economica.
Isolamento che può avvenire solo con la
calunnia, dal momento che i fatti e le
popolazioni (da quella cubana a quella
boliviana, alla venezuelana ed ecuadoriana)
hanno dimostrato, nei fatti, di essere dalla
parte dei loro governi, che contrariamente ai
nostri, stanno avviando processi di costruzione
di benessere, di compatibilità sociale e
ambientale in una transizione socialista e con
un futuro di rafforzamento socialista
rivoluzionario, pur con mezzi oggettivamente
limitati e malgrado le tempeste
“disinformatiche” scatenate dalle varie
“democrazie digitali” e dai lupi ignoranti che
non conoscono le leggi della fisica: l’acqua
scende e non può salire se non pompata a arte!
Grazie alle rivoluzioni socialiste di Cuba ,
Bolivia , Venezuela e di tutti i paesi
dell’ALBA, che continuano a remare energicamente
contro la corrente imperialista e capitalista !
Redazione di NUESTRA AMERICA.
|