Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

E S T E R I

 L'Avana. 20 Aprile 2012

   

I Vescovi degli Stati Uniti chiedono l’eliminazione del blocco contro Cuba

Joel Michel Varona

La Conferenza dei Vescovi Cattolici (COC) degli Stati Uniti ha chiesto fermamente al governo di Barack Obama d’eliminare il blocco economico unilateralmente imposto da Washington a Cuba da più di mezzo secolo.

In una lettera inviata alla segretaria di Stato, Hillary Clinton, il vescovo Richard E. Pates, de Des Moines, Iowa, ha sottolineato che con questo passo e la normalizzazione delle relazioni bilaterali, già  si “appoggerà il popolo di Cuba”.

La lettera di Pates, inviata a Washington martedì 17 e diffusa giovedì 19  in  un comunicato pubblico della COC, indica ugualmente che “con queste decisioni l’amministrazione  Obama stabilirebbe vincoli con un socio che beneficerebbe il commercio statunitense”.

Pates, che presiede il Comitato di Giustizia Internazionale e Pace della COC, ha apprezzato che il governo del presidente democratico, Barack Obama, abbia approvato una certa flessibilità delle restrizioni dei viaggi dagli USA verso Cuba, agli inizi del 2011.

Il leader religioso, che ha partecipato alla visita del Papa Benedetto XVI a Cuba, nel mese scorso, ha segnalato alla Clinton che può constatare di persone che “continuare questa tendenza d’apertura migliorerebbe la vita della gente dei due paesi”.

Gli Stati Uniti mantengono da più di 50 anni un blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba, che è costato all’Isola più di  975.000 milioni di dollari e costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del Diritto Internazionale.

La comunità internazionale ha condannato per 20 anni consecutivi, con successive votazioni della ONU, questa politica d’ingerenza ed extraterritoriale della potenza nordamericana contro la piccola nazione dei Caraibi.

In un comunicato dell’Ufficio di Controllo dei Beni Stranieri - OFAC - che dipende dal Dipartimento del Tesoro, il governo di Obama ha minacciato, nel mese di marzo, d’effettuare rappresaglie di fronte a qualsiasi tentativo di promuovere turismo, nella politica stabilita dalla Casa Bianca nel gennaio del 2011.

La minaccia di Washington è indirizzata contro gli annunci che suggeriscono opzioni per il tempo libero che i viaggiatori nell’Isola avranno, per realizzare attività al di fuori dei programmi d’educazione.

Si tratta di proposizioni non corrette che possono ricevere una condanna come la sospensione della licenza, ha sottolineato la OFAC.

(Traduzione Granma Int.)
 

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