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I Vescovi degli Stati Uniti
chiedono l’eliminazione del blocco contro Cuba
Joel Michel
Varona
La Conferenza dei Vescovi Cattolici (COC) degli
Stati Uniti ha chiesto fermamente al governo di
Barack Obama d’eliminare il blocco economico
unilateralmente imposto da Washington a Cuba da
più di mezzo secolo.
In una lettera inviata alla segretaria di Stato,
Hillary Clinton, il vescovo Richard E. Pates, de
Des Moines, Iowa, ha sottolineato che con questo
passo e la normalizzazione delle relazioni
bilaterali, già si “appoggerà il popolo di
Cuba”.
La lettera di Pates, inviata a Washington
martedì 17 e diffusa giovedì 19 in un
comunicato pubblico della COC, indica ugualmente
che “con queste decisioni l’amministrazione
Obama stabilirebbe vincoli con un socio che
beneficerebbe il commercio statunitense”.
Pates, che presiede il Comitato di Giustizia
Internazionale e Pace della COC, ha apprezzato
che il governo del presidente democratico,
Barack Obama, abbia approvato una certa
flessibilità delle restrizioni dei viaggi dagli
USA verso Cuba, agli inizi del 2011.
Il leader religioso, che ha partecipato alla
visita del Papa Benedetto XVI a Cuba, nel mese
scorso, ha segnalato alla Clinton che può
constatare di persone che “continuare questa
tendenza d’apertura migliorerebbe la vita della
gente dei due paesi”.
Gli Stati Uniti mantengono da più di 50 anni un
blocco economico, commerciale e finanziario
contro Cuba, che è costato all’Isola più di
975.000 milioni di dollari e costituisce una
violazione della Carta delle Nazioni Unite e
delle norme del Diritto Internazionale.
La comunità internazionale ha condannato per 20
anni consecutivi, con successive votazioni della
ONU, questa politica d’ingerenza ed
extraterritoriale della potenza nordamericana
contro la piccola nazione dei Caraibi.
In un comunicato dell’Ufficio di Controllo dei
Beni Stranieri - OFAC - che dipende dal
Dipartimento del Tesoro, il governo di Obama ha
minacciato, nel mese di marzo, d’effettuare
rappresaglie di fronte a qualsiasi tentativo di
promuovere turismo, nella politica stabilita
dalla Casa Bianca nel gennaio del 2011.
La minaccia di Washington è indirizzata contro
gli annunci che suggeriscono opzioni per il
tempo libero che i viaggiatori nell’Isola
avranno, per realizzare attività al di fuori dei
programmi d’educazione.
Si tratta di proposizioni non corrette che
possono ricevere una condanna come la
sospensione della licenza, ha sottolineato la
OFAC.
(Traduzione Granma Int.)
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